Il 18 aprile 2026 presso il Polo Liceale “G. Galilei” di Trebisacce, si è svolto un seminario dedicato al tema dell’“inquinamento invisibile”, un approfondimento su quelle forme di contaminazione fisica e chimica che, pur non essendo percepibili, rappresentano un serio rischio per la salute. L’incontro è iniziato con i saluti istituzionali della Dirigente Scolastica Elisabetta D’Elia e del Sindaco di Trebisacce
Franco Mundo. L’introduzione è stata affidata alla geologa e docente Anna Moretti che ha inquadrato la complessità del tema dal punto di vista scientifico e ambientale. Nel corso del seminario sono intervenuti diversi esperti come l’ingegnere Giuseppe Infusini presidente ONA Cosenza (Osservatorio Nazionale
Amianto). Il suo intervento ha rappresentato uno dei momenti centrali del seminario con un focus sull’amianto come “killer silenzioso e invisibile” sottolineando come la sua pericolosità non sia legata alla percezione immediata ma alla capacità delle sue fibre di disperdersi nell’aria e penetrare nell’organismo
umano causando nel tempo gravi patologie asbesto-correlate tra i quali il mesotelioma ha esiti nefasti. Durante il suo intervento Infusini ha inoltre approfondito il tema delle procedure di bonifica ribadendo l’importanza della prevenzione e del monitoraggio costante degli edifici che presentano coperture in
cemento amianto come fonte di esposizione. Sono intervenuti durante il seminario anche il dottor Ferdinando Laghi sul rapporto tra ambiente e salute; la dottoressa Valeria Lupiano sul rischio radon; il dottor Nicola Rotolo sugli effetti oncologici delle esposizioni combinate e l’ingegnere Giuseppe Garofalo sull’inquinamento elettromagnetico. Particolare rilievo ha avuto la partecipazione attiva degli studenti, che hanno contribuito con un lavoro di sensibilizzazione. In particolare, Francesco Aurelio e La Sala Marianna della classe 2F si sono distinti per la realizzazione di un PowerPoint dedicato proprio al tema dell’inquinamento invisibile, trasformando i contenuti scientifici affrontati durante l’incontro in un messaggio chiaro e accessibile ai loro coetanei. Nel loro lavoro hanno approfondito in modo chiaro e sintetico le principali fonti di rischio: radon, gas radioattivo naturale; amianto materiale pericoloso quando le sue fibre vengono disperse nell’aria; radiazioni elettromagnetiche legati a dispositivi tecnologici. Il loro lavoro ha rappresentato un importante momento di consapevolezza, sottolineando il ruolo centrale delle nuove generazioni nella diffusione della cultura della prevenzione con l’obiettivo di rendere questi temi più comprensibili ai coetanei promuovendo maggiore attenzione verso rischi non immediatamente percepibili.

